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Selvaggi contemporanei – (Piergiorgio Odifreddi)

9 gennaio 2021

Il movimento No-vax è uno degli esempi di una regressione verso il pensiero magico, causata dall’ignoranza. Due secoli dopo il primo vaccino, c’è chi attribuisce cause superstiziose ai fenomeni che non comprende

• Il ritorno al pensiero magico causato dall’ignoranza scientifica è uno dei sintomi del nostro regresso allo stato di “selvaggi che vivono in un villaggio globale”.
• I moderni selvaggi non possono che comportarsi come quelli antichi, accontentandosi di attribuire cause infantili e superstiziose agli effetti tecnologici che non comprendono.
• Di qui il monopolio della gestione della vita politica, sociale e culturale affidato a operatori scientificamente ignoranti, da una popolazione altrettanto ignorante e nella quale dilagano luddismo, complottismo e negazionismo scientifici.

Una delle prime espressioni della perplessità e del disagio che l’uomo moderno sente nei confronti della tecnologia si trova in questo brano del romanzo Orlando (1928) di Virgina Woolf: “Entrò nell’ascensore, per il semplice motivo chela porta era aperta, e venne gentilmente sollevata. La magia è la vera sostanza della vita odierna, pensò mentre saliva. Nel Settecento, di qualunque cosa sapevamo com’era fatta. Ora invece io mi libro nell’aria, ascolto le voci dell’America, vedo uomini volare, ma non posso nemmeno immaginare come tutto questo viene fatto. E così torno a credere nella magia”. È passato un secolo, ma la maggior parte di noi continua a non avere idea di come funzionino l’ascensore, la radio e l’aeroplano: figuriamoci il resto della tecnologia contemporanea, la cui comprensione richiederebbe una ferrata conoscenza di fisica, chimica, biologia e informatica. Poiché nessuno padroneggia l’enorme sapere che si nasconde dietro tutti gli aggeggi che usiamo quotidianamente, hanno avuto facile gioco gli scrittori di fantascienza come Isaac Asimov o Arthur Clarke a ripetere, in Fondazione e impero (1952) e Profili del futuro (1973): “il pubblico disinformato tende a confondere la tecnica con la magia”, e “ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”.

No-vax di tutti i tempi
Il ritorno al pensiero magico causato dall’ignoranza scientifica è uno dei sintomi del nostro regresso allo stato di “selvaggi che vivono in un villaggio globale”, come scrisse Marshall McLuhan nel 1973. E i moderni selvaggi non possono che comportarsi come quelli antichi, accontentandosi di attribuire cause infantili e superstiziose agli effetti tecnologici che non comprendono: di qui il monopolio della gestione della vita politica, sociale e culturale affidato a operatori scientificamente ignoranti, da una popolazione altrettanto ignorante e nella quale ormai dilagano luddismo, complottismo e negazionismo scientifici. Uno degli aspetti più evidenti di questo regresso al selvaggio e al magico è il movimento no-vax, sfruttato politicamente dai partiti che si indirizzano agli elettori meno attrezzati culturalmente, dispersi in uno spettro che va perlopiù da Fratelli d’Italia ai Cinque Stelle, ma si estende oltre: nessuno ha il monopolio dell’ignoranza.
La cosa è paradossale, perché se c’è un campo in cui si era partiti da osservazioni aneddotiche e sperimentazioni azzardate, e si è ormai arrivati a pianificazioni mirate e risultati straordinari, è proprio quello dei vaccini. Come ricorda il nome, il primo vaccino fu ottenuto dalle vacche malate di vaiolo bovino. Il medico inglese Edward Jenner aveva notato che le mungitrici che contraevano questa forma di vaiolo animale non si ammalavano del più maligno vaiolo umano: nel 1796 inoculò in un bambino del pus estratto da una pustola di una vacca infetta, e lo rese effettivamente immune al vaiolo umano. Da allora molti vaccini sono stati ottenuti dopo una lunga serie di tentativi ed errori, sperimentando l’uso di virus attenuati o inattivati, e grazie alla vaccinazione di massa si sono debellate malattie come poliomielite e febbre gialla. Dagli inizi, però, ai vaccini si sono opposti gli antesignani degli odierni no-vax, con le motivazioni più disparate: ad esempio, che non si deve contaminare la purezza della specie umana con materiale animale, o interferire nella pianificazione divina con prevenzioni diaboliche. La prima sollevazione popolare si ebbe nel 1853, quando in Inghilterra si introdusse la vaccinazione obbligatoria infantile contro il vaiolo, e le reazioni hanno in seguito preso le forme più assurde: dalla medicina antroposofica fondata nel 1910 dall’esoterista Rudolf Steiner, secondo il quale la vaccinazione infantile impedisce ai bambini l’esperienza formativa delle malattie infantili, al fraudolento articolo pubblicato dal medico Andrew Wakefield nel 1998, fonte delle fake news sull’autismo causato dal trivaccino (morbillo, parotite e rosolia).
I selvaggi no-vax alzano i loro scudi a difesa di un’oscurantista visione della medicina moderna, che essi percepiscono come una magia nera: magia, perché la trovano incomprensibile, e nera, perché la credono dannosa. E non è facile, in effetti, cercare di spiegare come funzionino i vaccini: soprattutto quello che dovrebbe e potrebbe immunizzarci dal Covid-19, prodotto a tempo di record in meno di un anno e appena approvato per l’uso. Si tratta di una meraviglia scientifica, che probabilmente frutterà un premio Nobel per la chimica o la medicina ai suoi inventori: per la prima volta, infatti, un vaccino non è stato ottenuto dalla manipolazione di organismi naturali preesistenti, ed è stato invece programmato teoricamente e prodotto sinteticamente, sulla base della biologia molecolare nata negli anni Cinquanta, quando James Watson e Francis Crick scoprirono la struttura a doppia elica del dna.

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