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Gente rabbiosa

21 luglio 2019

Tutte le occasioni sono colte da questo popolo dalla cultura tribale per dividersi. Pro o contro, agli estremi. Mai l’aurea mediocritas di Orazio (mediocritas nel senso latino di posizione equilibrata, ragionata, senza pregiudizi). Qui da noi o bianco o nero, sono escluse le sfumature di grigio.

Anche per Borrelli questo trattamento manicheo.
Borrelli è un signore che nel suo lavoro ha raggiunto i vertici professionali. E ha commesso errori. Anche Craxi, anche Berlusconi: grandi successi ma anche errori. E’ umano.

Quello che non è umano è contrapporsi sempre su tutto senza possibilità di mediazione, cogliere ogni occasione per schierarsi, scatenare pregiudizi, creare barriere tra noi e chi non la pensa allo stesso modo, come se il giudizio diverso dal nostro fosse sempre indubbiamente corrotto.

Brutta società, brutta stampa, brutta politica.
Brutta gente, in fondo.

Post inserito in: secondo me

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Italiani, 1866/2019. Raffaele Villari

6 luglio 2019

1866, primo conflitto nel quale fu coinvolto il Regno d’Italia. Dopo l’attacco della Prussia all’Austria del 15 giugno 1866 l’Italia dichiarò guerra all’Austria, come previsto nel trattato italo-prussiano dell’aprile precedente.

Si parte all’attacco, ma già il 24 giugno le truppe italiane comandate dal generale Alfonso La Marmora, benché numericamente preponderanti, vengono duramente sconfitte nella battaglia di Custoza.

Nell’acceso dibattito che coinvolse l’intero paese la rivista “Politecnico” fondata da Carlo Cattaneo pubblicò nel settembre un articolo di  Raffaele Villari, patriota e scrittore nonché volontario nelle truppe garibaldine.

Scriveva Villari: ”V’è nel seno della nazione stessa un nemico più potente dell’Austria, ed è la nostra colossale ignoranza, sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l’operaio inesperto, l’agricoltore patriarcale, la retorica che ci rode le ossa. Non è il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino, ma è il quadrilatero di diciassette milioni di analfabeti e di cinque milioni di arcadi”………

Ah! Quanto è istruttivo studiare la storia patria!

Post inserito in: il passato è prologo

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