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Un piccolo passo contro l’ignoranza

10 aprile 2017

Il Movimento 5 stelle ha ai miei occhi fondamentali difetti strutturali: fa capo a una ditta, e perciò concede diritti dinastici; la sua democraticità interna è pura finzione; non ha posizioni politiche precise su temi fondamentali, il che consente l’abbandono a critiche esasperate, rozze e preconcette di chi invece le proprie idee le dichiara; ha una straordinaria attitudine alla superficialità anche quando indica soluzioni a temi complessi, meritevoli di un approfondimento che non pare nelle corde dei propagandisti full time spacciati per professionisti della politica.
Infine ha un comandante in capo, indiscutibile giudice monocratico di ultima istanza, il cui legale tuttavia precisa che il suo cliente non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio beppegrillo.it, né degli account Twitter, né dei tweet a suo nome. Beppe Grillo, secondo il legale, non ha alcun potere di direzione né di controllo su tutto quanto sopra né su ciò che ivi viene postato. Esilarante, ma anche un po’ inquietante.

Tutto questo per me va ben oltre il limite del tollerabile in una forza politica, ma non per questo valuto negativamente tutto ciò che il movimento esprime; oggi, per esempio, trovo apprezzabile la kermesse di Ivrea e non condivido affatto i giudizi negativi, talvolta sarcastici, degli avversari politici e di parte della stampa.
Uno degli elementi critici del movimento, a mio avviso, è infatti l’ignoranza che contraddistingue quasi tutti i suoi esponenti, i quali non hanno punti di riferimento culturali né sembrano interessati ad averne. Quando la politica si riduce a propaganda l’ignoranza è una risorsa. Guai se i propagandisti/imbonitori avessero dubbi: meno sanno e più sono convinti di ciò che dicono, spontaneamente o no.

Proprio per questo io trovo che il tentativo fatto ad Ivrea di coinvolgere personaggi comunque di spessore, in grado di offrire ad attivisti e simpatizzanti la loro visione dell’evoluzione del mondo, sia di per sé un fatto positivo. Mi sembra un tentativo di sollecitare il pensiero, di limitare l’ignoranza, il che non mi sembra in alcuna misura condannabile.
Se poi qualcuno degli invitati partecipa ritenendo di poter trarre vantaggio dalla vicinanza al potenziale potere del prossimo futuro si tratta di una manifestazione tutt’altro che nuova che va ascritta esclusivamente alle personalità dei singoli, non alla politica.

Sul piano generale se si pensa che un giorno il movimento potrebbe essere alla guida politica del Paese si dovrebbe contemporaneamente pensare che il tentativo di migliorarsi vada anche nell’interesse del Paese stesso.
Un Paese purtroppo avvilito da una politica di basso livello, la cui pochezza si manifesta anche così, disprezzando pregiudizialmente gli avversari, i loro esponenti, le loro idee e le loro azioni.



 

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