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Riflessioni a vanvera n.31

5 marzo 2017

Ahi, ahi!

La Svezia ripristinerà il servizio militare di leva obbligatorio. La decisione è motivata dalle crescenti tensioni generate dalla Russia nei paesi baltici.  Donald Trump, che ha saputo, lui solo, di atti terroristici proprio in Svezia, annuncia un consistente incremento delle spese militari degli Stati Uniti, anche se quelle attuali sono superiori, pare, a quelle di tutto il resto del mondo.

Trump chiede inoltre che anche i Paesi NATO, come l’Italia, contribuiscano con più generosità. Almeno il 2% del PIL, dice. Noi siamo verso l’1,2% ma – dice un generale di buon senso – che ci facciamo con tutti quei soldi in più?  Non è normale mettere soldi e poi decidere perché. Logica vorrebbe che si facessero dei progetti e poi eventualmente si reperissero i soldi per finanziarli.

Leader quieti

Pare infondata la supposizione che un leader per essere tale debba necessariamente avere un carattere estroverso, addirittura esuberante, tipo Trump, appunto, come paiono preferire tra gli altri i cacciatori di teste.

Un recente manuale presentato dal New York Times (“Quiet. The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking”) esorta a imparare ad ascoltare piuttosto che a parlare. E a non sottovalutare il potenziale dei timidi, che sarebbero “immuni alle lusinghe di fama e ricchezza”.

Hai visto mai che torna il senso della misura e l’abitudine a riflettere prima di agire?

Buona volontà

L’Italia è piena di uomini e donne di buona volontà. Hanno idee, tempo e desiderio di aiutare il Paese. Poi, messi all’opera, si accorgono che far accadere cose in Italia, con l’intreccio di norme, responsabilità suddivise, trovaproblemi fulltime e pletora di enti coinvolti è molto laborioso, difficilissimo. E se ne lamentano. Ultimo Vasco Errani, commissario alla ricostruzione post terremoto. Uno che pure nella pubblica amministrazione ci si muove da anni. Dal 1983 per la precisione. Errani, tra l’altro, il disastro del terremoto lo aveva già vissuto nel 2012 come presidente dell’Emilia-Romagna. Cioè, se in Italia ci sono tre persone che dei problemi da affrontare dopo il terremoto in Italia centrale dovevano essere consapevoli, uno è lui.

Idiozie

A me sembra idiota la norma che impone alla Rai di rispettare il tetto dei compensi agli artisti, equiparandoli ai dirigenti. Il delirio chiamato populista imperversa facendo strage della logica e del buon senso.

Vorrei chiedere ai rancorosi che godono vedendo colpire i più fortunati (più bravi non è possibilità contemplata dai frustrati) cosa penserebbero se una norma imponesse alla squadra di calcio per la quale tifano il tetto agli ingaggi, lasciando le squadre avversarie libere di regolarsi come meglio credono.

Banane e giornali

Perfettamente riuscita l’operazione lancio di Starbucks in Italia. Offrendo al Comune di Milano la realizzazione di due aiuole in piazza del duomo la società si è garantita la possibilità di sorprendere piantandoci palme e banani, così generando dibattiti più o meno surreali e di conseguenza una eco incredibile in tutto il Paese e, purtroppo per la nostra reputazione, anche all’estero. Nessuna pubblicità tradizionale, anche se infinitamente più costosa, avrebbe ottenuto lo stesso successo.

Geniale operazione di marketing, perciò, alla faccia di quelli come Aldo Cazzullo che inopinatamente scrivendo sulle pagine che furono di Biagi e Montanelli considera una umiliazione l’arrivo in Italia di Starbucks, concludendo per di più il suo stupefacente pezzo col dubbio di stampo salviniano che chissà quanti dei 350 posti di lavoro previsti andranno ad immigrati.

Immagino che nessuno negli Stati Uniti abbia scritto detto o pensato cose altrettanto strampalate per l’apertura di Eataly, che tra l’altro pare abbia grande successo.

Però purtroppo così è ridotto il già autorevole Corriere della Sera nell’Italia 2017.

Etica e media

Nessuna intenzione, né titolo, da parte mia per imbarcarmi in ragionamenti su temi di ordine etico. Ho molti dubbi, per fortuna. Però mi sembra che il desiderio di approfondire sia frustrato in molti casi dall’utilizzo di un lessico inadeguato. Ho letto e sentito affermazioni confuse e contraddittorie circa istituti del tutto diversi: testamento biologico non è eutanasia e questa non è suicidio assistito. Su questo dubbi non ne ho.

Scuola e lavoro

Sento dire che tornano a crescere le iscrizioni ai licei. Più scientifico, ma anche classico. Non c’è incremento invece per gli istituti tecnici e professionali, che però in Germania garantiscono le maggiori opportunità di lavoro, anche grazie all’efficace interscambio fra scuole e imprese.

Poi sento per caso in un servizio televisivo che i diplomati dell’istituto tecnico Omar di Novara trovano tutti lavoro in pochissimo tempo, da anni. Il che non è una caratteristica della zona.

Un paio di giorni dopo è il preside di un istituto tecnico della Lombardia a lamentare di avere meno studenti dei posti disponibili, nonostante il suo istituto sia, dati alla mano, una specie di garanzia per chi vuole lavorare.

Ci sono imprese, almeno nel nord, che lamentano la mancanza di giovani italiani pronti a svolgere lavori correttamente retribuiti: elettricisti, carpentieri, falegnami, idraulici, meccanici. Così ricorrono agli immigrati o a ex dipendenti già pensionati, perché il lavoro c’è.

Certo, liceo fa più status, ma se poi non si raggiunge la laurea o se ne raggiunge una con pochi sbocchi professionali il lavoro diventa una chimera.

Mediocrazia

“La mediocrazia” è l’intrigante titolo di un libro (che mi è parso noioso) di Alain Deneault. La tesi di fondo è che senza prese della Bastiglia né incendi del Reichstag o altri atti violenti ed evidenti l’assalto è comunque avvenuto e i mediocri hanno preso il potere.

L’autore attribuisce all’ambiente universitario, che conosce bene e sul quale si sofferma a lungo, la caratteristica di avere rinunciato all’autocritica, di rifiutare di rimettere in discussione un sistema che ha come ragione d’essere la propria conservazione. Ciò crea mediocrità, e poiché la principale competenza di un mediocre, secondo Deneault, è quella di riconoscere un altro mediocre, ecco creata la mediocrazia. Più o meno.

Deneault si muove tra Francia e Canada, credo che non sappia quasi nulla della classe dirigente italiana, alla quale però quelle considerazioni potrebbero tranquillamente riferirsi.

Il PIL nella società del low cost

Se la digitalizzazione rende fruibili a costo minimo rispetto al passato prodotti e servizi evoluti; se le app sostituiscono il lavoro umano; se lo sviluppo tecnologico nel suo insieme elimina lavori e posti di lavoro; se chi un lavoro ce l’ha lo mantiene in modo precario e le retribuzioni tendono a decrescere; se, infatti, anche per la raccolta di pomodori il compenso è di 3 euro al giorno (altro che voucher!), se cioè la tendenza è quella di inseguire il low cost ovunque e comunque possibile, come si può pensare che parallelamente cresca sensibilmente il PIL?

Forse gli economisti si devono sforzare di trovare altri parametri di valutazione, ma quella sembra una categoria poco fantasiosa: da decenni spaccia per inattaccabili ricette, anche opposte tra loro, tutte di scarso successo.

È necessario pensare a qualcosa di diverso. Certo, buttando probabilmente a mare teorie imparate in anni di studio e tuttora alla base dell’attività professionale di molti. Doloroso, me ne rendo conto, ma non è che possiamo andare tutti di male in peggio per conservare il riciclo di idee immutabili per la comodità di qualcuno.

Minimalismo

Economisti e politici continuano imperterriti per la loro strada, ma nel frattempo c’è chi si accorge che sarebbe utile aggiornare alcuni stili di vita.

Non si tratta di decrescita più o meno felice: per ora la maggioranza pare dell’idea che sarebbe eventualmente una iattura, per nulla felice. Ma crescono, con pubblicazione di appositi manuali, i fautori del minimalismo. Si tratta di regole comportamentali personali, una filosofia che insegna a vivere privandosi di oggetti, attività e ambizioni la cui eliminazione non modificherebbe gran che la qualità della vita.

Il punto di partenza è chiedersi sempre, prima di decidere: mi serve davvero? È ciò che voglio? Migliorerebbe la mia vita?

Può essere tutto: un maglione, una cena al ristorante, una vacanza, un’ambizione professionale. Oppure altro, se quelle cose sono ritenute importanti. Le scelte non devono essere sentite come una privazione né, meno che mai, con frustrazione. E infatti i primi candidati all’adozione di questa disciplina dovrebbero essere proprio i benestanti, che sono poi la categoria che ha più opportunità di rinuncia.

Per cominciare alcuni consigliano di rovistare dappertutto in casa ed eliminare ciò che già c’è ma non serve, o non viene utilizzato da molto tempo.

Il piacere della saggezza come antidoto al consumismo.

Protestanti

Una delle cose strane in Italia è che protestano molto i garantiti, a difesa di garanzie e anche di privilegi, mentre si fanno poco sentire quelli che garanzie non ne hanno. E non hanno né articoli 18 né auto con le quali bloccare il traffico né, spesso, sindacati che li sostengono.

 

Pubblicato da Nel Futuro, web magazine di informazione e cultura, 4.3.2017



 

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