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Unioni civili tra compromessi e cialtroneria

26 febbraio 2016

A chi si scandalizza per i voti favorevoli dei Verdiniani alla legge sulle unioni civili va ricordato che il Parlamento attuale dopo le elezioni del 2013 non ha potuto formare altra maggioranza che quella costituita dalla coalizione di centro-sinistra a guida Bersani (Italia.bene Comune) e da quella di centro-destra a guida Berlusconi. Di quest’ultima facevano appunto parte Verdini e gli altri che oggi hanno votato a favore della legge.

Al momento (2013) nella maggioranza così costituita, con partiti minori, regnava l’accordo. Le prime decisioni sono state la sospensione dell’IMU e l’istituzione di una commissione per la revisione della legge elettorale, in modo da evitare per il futuro maggioranze altrettanto anomale. Contro natura, forse direbbe oggi Alfano, che allora era vicepresidente del consiglio nel governo presieduto da Enrico Letta e “fiduciato” anche dal PD completo di Bersani, Speranza, Fassina, D’Attorre, Civati e ipersinistri vari.

Poi è arrivato il “maleducato” Renzi, poco predisposto al nulla facere per quieto vivere, e ha rotto equilibri. O uova nel paniere. Ma non ha cambiato la composizione del Parlamento.

La legge sulle unioni civili approvata dal Senato è pertanto inevitabilmente conseguenza di un compromesso. Fa tanto arricciare il naso ai neo-puristi della sinistra e agli estremisti del “tutto subito” eppure comunque comporta tra l’altro roba che da un gran fastidio agli estremisti del “niente mai”, che hanno prevalso negli ultimi trent’anni circa:

  • diritto alla quota legittima di eredità
  • diritto di subentro nei contratti di affitto e nelle graduatorie per le case popolari
  • diritto alla reversibilità della pensione
  • diritto (ma anche dovere) alla cura e all’assunzione di decisioni relative in caso di incapacità dell’altro/a
  • obbligo di assistenza morale e materiale, nonché eventualmente diritto agli alimenti
  • eccetera

Si poteva far di più? Di meno? Tutto opinabile, nel merito. Trovare situazioni di compromesso come è stato fatto per questa legge è un dovere della politica. Ma alzare il ditino (e alti lamenti) a rimprovero per il sostegno del gruppo che fa capo a Verdini no. Quella è cialtroneria politica, esercitabile solo facendo finta di non sapere come è composto il Senato (e il PD).

 

 

 

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