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Elezioni regionali: commenti (bizzarri) dopo una notte insonne

2 giugno 2015

Come sempre, soprattutto dopo una tornata valutabile in modi diversissimi, la cosa più divertente è ascoltare i commenti dell’indomani, resi a caldo da chi evidentemente non ha dormito in attesa dei primi risultati.

Io, che ho dormito, stamattina l’ho fatto. Mi ricordo alcune affermazioni strampalate, non tutte perché guidando non potevo prendere nota. Ecco un campionario.

• Gruppi antagonisti hanno voluto farci perdere (sentito da Paita e Poli Bortone), così facendo vincere “gli altri”. Un caso non nuovo nelle elezioni. Chi non è d’accordo con te se ne va per conto suo e ti gioca contro. Affermazione abbastanza somigliante a: se fossi stata l’unica candidata avrei vinto. Meglio se non si ricandideranno più: non hanno capito come funziona
• Dobbiamo costruire “un ponte” (Cuperlo). Che peccato! Averlo saputo prima che anche per le regionali aveva un programma così chiaro e cazzuto…
• Da non credere quanti rappresentanti di partito, in genere partitucoli o gruppuscoli, sostengono di avere un progetto politico nuovo. Che però tengono ben nascosto al pubblico. Senza sforzo. Una trovata efficacissima contro le critiche
• Astenuti: è quasi commovente nella sua (finta) ingenuità l’appropriarsi da parte dei politici dei voti che nelle urne non c’erano. Mentre arguti analisti valutano già dai primi minuti se l’astensione più massiccia è tra gli ex elettori di destra o di sinistra. Bello quando qualunque ipotesi va bene. Nessuno ti può smentire.
• Astenuti: colpa della politica, dicono quasi tutti. Nessuno pensa a quegli organismi mangiasoldi che sono le regioni, per le quali in fondo si votava, che dopo i fatti penali recentemente scoperti gli elettori possono legittimamente considerare istituzioni pessime, a loro sostanzialmente estranee. Personalmente ho sempre pensato che fossero da abolire, prima delle Province.
• Astenuti: se oltre a quanto sopra i temi di pertinenza regionale sono stati sostanzialmente assenti durante tutta la campagna elettorale perché la gente, anche potenzialmente interessata, avrebbe dovuto esprimere posizioni? Non preconcette, intendo.
• Astenuti: ma che ci fossero candidati con scarso appeal non lo prende in considerazione nessuno?
• Risultati: a me risulta che i liguri fossero delusi (eufemismo) da Burlando, che gestiva la regione con annessi e connessi da un decennio, mentre i veneti erano contenti di Zaia, che rappresenta bene la Lega senza felpa. Poi se in Liguria perde la candidata in continuità con Burlando e nel Veneto la Lega vince nella continuità di Zaia, vogliamo magari marginalmente prendere in considerazione il fattore ereditario?
• Salvini ha vinto le primarie del centro destra, dicono molti. Solo che quelle primarie non ci sono mai state. Dopo essersele inventate per fare titoli era inevitabile comunicare il vincitore. Bla bla bla. E non si dica che la gente (sia con una che con due o più G) non segue la politica. Semplicemente questa non è politica.
• Ha vinto cinquestelle, dicono anche. Regioni? No, nessuna regione. Zero. E allora? Boh!? Forse rispetto ai numeretti delle europee. Mi documenterò a dati completi. E scritti, che li capisco meglio.
• Pro e contro Renzi. 1. Le persone contano. Anche per i quotidiani. Titolo di Repubblica (digitale): “Il PD perde in Liguria. De Luca vince in Campania”. A volte Repubblica, erroneamente considerata filo renziana, si smaschera. Soprattutto nei titoli e nelle interviste.
• Pro e contro Renzi. 2. Le persone contano? C’è chi dice che dove ha vinto (il PD) non c’erano persone “sue”. E c’è chi dice, in altre circostanze, che Renzi si circonda solo di persone sue. E c’è, ancora, chi dice che dovrebbe dialogare anche con chi non fa parte del giglio magico (senso del misterioso “ponte” auspicato da Cuperlo). Cioè: governare l’Italia è difficile (inutile, secondo Mussolini); governare il PD è impossibile. Eppure sarebbe utile, finché è il primo partito.
• Pro e contro Renzi. 3. La sconfitta. Sarà! Ma solo tre regioni non “sono PD”: Lombardia, Veneto, Liguria. Tre su 19, oltre la valle d’Aosta che gioca diversamente. Per chi si ricorda le bandierine di Emilio Fede e ama la colorazione rossa dovrebbe essere una goduria. Ma così non è.

OK. Questo è quanto al momento mi ricordo. Ho sentito altre chicche ma me le sono dimenticate.
Per farmi un’idea domani leggerò i risultati completi: l’happening degli insonni mi sembra un diversivo, non so se più divertente o scoraggiante.

Pubblicato da Nel Futuro, web magazine di informazione e cultura, 1 giugno 2015