Dizionario di ITALIANO
cerca:  

Dizionario di INGLESE
cerca:  
Inglese - Italiano  
Italiano - Inglese

 

  Servizio a cura di Corriere.it  


     Massimobiondi.it - Tutti i diritti sono riservati
 

Chiediamo scusa ai giovani

7 Febbraio 2012

E’ seccante sentire critiche anche canzonatorie rivolte ai giovani da gente della mia età, 10 anni più o meno. Come quelli che stanno ai governi. Quando i giovani con un titolo di studio eravamo noi il lavoro c’era. Di solito a tempo indeterminato. In posti come Milano, ma non solo, c’era l’imbarazzo della scelta. E la prospettiva era di migliorare col tempo sia la posizione che la retribuzione. Se decidevi di sposarti con due stipendi ce la si cavava bene, scappandoci anche qualche gratificazione extra routine. C’erano appartamenti a prezzi compatibili con i redditi e c’era di che accedere a finanziamenti, senza lo stress di poter perdere, col lavoro, anche la casa. Adesso lo stress c’è ma tutto il resto no, a cominciare dal lavoro correttamente ricompensato e dalla fiducia nel futuro.  Direi dall’ottimismo, che è anche un’ottimo incentivo al rischio.

Vorrei perciò dire ai tardoni governativi e non che si permettono di ironizzare su quelle che considerano ingiustificate speranze dei giovani che se noi abbiamo ricevuto quella situazione e ai nostri figli lasciamo questa una colpa ci deve pur essere. E non può essere che nostra. Allora prima di parlare di bamboccioni, di mammoni, di pretenziosi ragazzi amanti del tran-tran e della monotonia, per favore, chiediamo loro scusa. Spieghiamo loro che adesso purtroppo la situazione è veramente grigia, non per colpa loro; che il posto fisso è davvero poco probabile; che nella vita dovranno cambiare spesso attività, anche non cambiando necessariamente il datore di lavoro. Che, se non sono pesantemente raccomandati e tutelati, devono accettare di mettersi in gioco quotidianamente (sacrosanto) e forse abituarsi a convivere con la precarietà. Ma non incolpiamoli! Scusiamoci piuttosto per averli messi in queste condizioni, molto peggiori di quelle che abbiamo avuto noi. Scusiamoci anche per non avere ancora provveduto nemmeno a quel minimo di servizi necessari ad assicurare l’aggiornamento permanente, necessario proprio perchè – come tutti pontificano – si dovrà cambiare spesso lavoro. E promettiamo loro che appena si saranno fatti un po le ossa cederemo le leve del comando, invece di restarci avvinti come se avessimo solo noi titoli, capacità e meriti per gestire il potere. Riconosciamo umilmente che la nostra gestione ha prodotto anche gravi danni.

Post inserito in: politica

Parole chiave: | |

 
   
 

Nessun commento inserito.

Lascia una commento