Un governo per l’Europa
9 Gennaio 2012
E’ buffa la posizione di alcuni che criticano il governo Monti definendolo “il governo delle banche” o giudicandolo troppo di destra o troppo conservatore.
Rivediamo per un attimo il film: l’Italia è storicamente, politicamente, culturalmente un Paese significativo (e fondatore) dell’Unione Europea; la nostra moneta, da dieci anni, è l’euro. Per acquisire e mantenere queste due situazioni, che non dubito siano gradite alla maggioranza degli italiani, abbiamo dovuto cedere quote di sovranità all’Unione, in particolare sui temi economici. Era previsto.
L’Europa, piaccia o non piaccia, è largamente impostata sull’economia e questa lo è su criteri mercatistici. Il parlamento europeo, liberamente eletto da tutti noi, è favorevole a questa impostazione. Nel parlamento europeo la sinistra non è maggioranza e l’Europa è intrinsecamente conservatrice, se non altro per coerenza, essendo di fatto impegnata a ”conservare” quanto più possibile, su scala globale, i privilegi che ha saputo conquistare.
Quanto a noi italiani il governo Monti nasce perchè quello che lo ha preceduto si è dimostrato inadeguato a livello europeo, e l’Europa ha contribuito a farlo desistere. Ma quel governo era sostenuto da una maggioranza di destra, che c’è tuttora. Il governo Monti nasce cioè con la fiducia di un parlamento nel quale la destra è maggioranza, con l’obiettivo di tranquillizzare l’Europa, almeno quella dell’euro, il cui parlamento vede a sua volta una maggioranza di centro-destra. Diciamo conservatrice. Nasce per di più con l’obbligo, politico e morale, di soddisfare gli impegni presi con l’Europa dal governo precedente. A chi può mai venire in mente che in questo contesto il nuovo governo possa mettersi a sviluppare una politica di sinistra?
Mario Monti – che a me sembra perfetto per la situazione – può non piacere, come può non piacere la politica che il suo governo attua o prospetta, come può non piacere la politica UE (e personalmente su alcuni aspetti di questa sono critico anch’io). Ma in questo momento non credo che ci siano alternative. Deve essere chiaro a tutti che l’Italia non può andare per la sua strada, rispetto all’Europa.
E allora gli scontenti? Per ora si facciano una ragione, poi imparino a prendere più seriamente, perchè sono importanti, le elezioni europee. E’ con l’Europa che si giocherà il futuro. Invece noi provincialotti quelle elezioni le abbiamo finora considerate una specie di test per regolare i nostri fatti locali. A ciò indotti da una classe politica mediamente di basso profilo, come dimostrato anche da molti candidati, alcuni purtroppo eletti, ai seggi europei.
P.S. Questo sito è poco frequentato ma decoroso. Perciò, per decoro, ignoro le posizioni di chi giudica di sinistra il governo Monti e vede nella secessione dall’Italia e/o dall’Europa la soluzione di tutti i problemi.