Steve Jobs
6 Ottobre 2011
Tra un secolo, anche prima, Steve Jobs sarà noto ai nostri posteri come oggi lo sono Thomas Edison, Graham Bell, Guglielmo Marconi; tutte persone le cui realizzazioni hanno modificato la vita quotidiana e dalle cui idee sono nate iniziative imprenditoriali di grande portata.
Tra le tante, la forza di Steve Jobs che mi sembra vada sottolineata non è la competenza tecnologica ma la visione di quello che la tecnologia avrebbe potuto consentire. In fondo una dimostrazione di straordinaria fiducia nel progresso tecnologico più che di amore per la tecnologia in se.
Un tecnologo è un tipo che prima lavora ad un progetto, lo realizza, lo collauda a fondo e infine si domanda cosa ci si può fare. O aspetta che qualcuno se ne accorga. Un visionario immagina in anticipo quello che combineranno i tecnologi, immagina l’impiego delle loro realizzazioni, quando saranno pronte, anche se questo modificherà le abitudini delle popolazioni.
Steve Jobs ha immaginato come il mondo avrebbe usato la tecnologia prima che questa fosse disponibile ma fidando ciecamente sulla sua disponibilità, prima o poi. Un genio visionario. Ma forse senza essere visionari non si può essere genii.
Riflettendo sulla scomparsa di Steve Jobs mi sono passate per la testa due considerazioni:
1. che non mi è venuto in mente nessun nome di donna tra i grandi inventori. Madame Curie era una ricercatrice. E non so darmi una spiegazione.
2. che se Steve Jobs avesse cercato di farsi finanziare dalle banche italiane una Mela srl non sarebbe mai nata.