Dizionario di ITALIANO
cerca:  

Dizionario di INGLESE
cerca:  
Inglese - Italiano  
Italiano - Inglese

 

  Servizio a cura di Corriere.it  


     Massimobiondi.it - Tutti i diritti sono riservati
 

Democrazia mediatica

4 Ottobre 2011

E’ chiaro che nei Paesi democratici i media, e soprattutto la televisione, sono determinanti per l’esito delle elezioni. Questo è tanto più vero quando si scelgono le persone più dei partiti. Le prime sono apparenza, capacità comunicative, simpatia; individui. I secondi sono, dovrebbero essere, idee, programmi, ascolto diffuso e veicolo per dare rilevanza a tale ascolto. E dovrebbero essere team, organizzazione, nonchè, auspicabilmente, una scuola formativa e selettiva.

Il dubbio che puntare sulle persone mediatiche mi lascia è se sia questo il modo migliore per selezionare i leader.  Un dubbio sostenuto dalla considerazione che il mezzo induce a larghe concessioni al populismo, alla semplificazione estrema anche quando si tratta di affrontare temi complessi, alla superficialità. Alla boutade, per dire delle promesse che ben difficilmente potranno essere mantenute. Per convincere gli indecisi attraverso la televisione c’è poco tempo; l’audience non è abituata a seguire spiegazioni esaurienti per molti minuti, che spesso non vengono concessi. Niente analisi dei pro e dei contro: subito la decisione. Lo slogan, possibilmente. L’impressione delle idee chiare, della grande sicurezza. Sicumera, talvolta, scambiata per autorevolezza.

Abbiamo nel mondo occidentale esempi di bravissimi comunicatori che hanno fatto male, o stanno deludendo, come politici: uno per tutti, purtroppo, Barak Obama, che difficilmente si riprenderà dalle numerose incertezze palesate e dai compromessi raggiunti, anche se indotti dalla situazione economica e politica statunitense. Ma anche Sarkozy e naturalmente Berlusconi, che è un caso a se. 

Di questa situazione (democrazia mediatica?) si può incolpare il mezzo, se si vuole: la TV. Ma non sarebbe giusto. Io darei più colpe ai partiti, che hanno ridotto e talvolta annullato il loro ruolo nella società, nella formazione e selezione del personale, nella capacità di filtrare le ascese, a vantaggio dei meritevoli e a svantaggio, per esempio, degli approfittatori. In tutti i partiti ci sono casi di personaggi calati dall’alto, cooptati per opportunità elettorale dalla società civile ma senza preoccupazione per la loro effettiva preparazione e capacità politica. Una delle cause, secondo me, dei salti della quaglia da uno schieramento all’altro ma anche di presenze impalpabili in Parlamento. Gente che vota una cosa o l’altra talvolta, temo, anche senza sapere bene perchè. Il tutto palesemente aggravato da una legge elettorale che esclude l’elettore dalla valutazione dei candidati.

Rimedi?

Dal punto di vista sociale probabilmente la rete internet e i social network. Non abbiamo capito ancora bene come e quanto ma certo hanno un’influenza crescente sui risultati elettorali, vedi amministrative di Milano 2011.

Dal punto di vista politico-partitico forse la gavetta: cominciare dalle piccole cose, su base locale. Lavoro, studio ed esperienze. Ritornare ad un percorso politico che inizi localmente e localmente riceva, o no, il sostegno popolare per cominciare una progressione fino al livello nazionale, se ce ne sono le condizioni. Senza, possibilmente, che una delle condizioni sia l’appartenenza al gruppo di potere di un notabile al quale dover rendere merito, nella migliore delle ipotesi, o favori nella peggiore.

Personalmente ritengo che la gavetta sia una buona scuola. Forse la migliore. In ogni caso più rassicurante che piazzare improvvisamente un imprenditore ricchissimo e comunicativo a capo del Governo o anche un politico a capo di un’azienda, indipendentemente dall’importanza dell’uno e dell’altra. 

Vorrei che la politica la si potesse fare col lavoro, con lo studio, con la dedizione. Senza comprare televisioni né squadre di calcio né pagine di giornale sottratte alle calzature.


Post inserito in: politica

Parole chiave: | |

 
   
 

Nessun commento inserito.

Lascia una commento