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Mourinho alla RAI

14 Luglio 2010

Il signor Massimo Liofredi è direttore della rete RaiDue. Sente odore di bruciato, cioè la possibilità di essere rimpiazzato nell’incarico, e si agita. Prepara, pare, un dossier a supporto di un’eventuale futura richiesta di reintegro e lascia intendere il suo malumore a qualche giornalista. Direbbe loro tra l’altro: “Quando Berlusconi mi chiamò per darmi la guida di RaiDue non mi chiese niente: mi disse soltanto di fare buona televisione”.

Personalmente non mi interessa chi dirige RaiDue. Ma sono sconcertato dall’idea che un dirigente possa serenamente e forse ingenuamente dire come cosa normale che il posto glielo ha dato personalmente Berlusconi e si dolga di non riuscire a ricontattarlo per placare le proprie ansie. Non solo: sempre stando al resoconto di Repubblica (12 luglio 2010) il dirigente sosterrebbe di “avere la stima di Fedele Confalonieri” e, dulcis in fundo, si chiede se “un manager serio può ancora lavorare senza protezioni”. Un manager serio?

Mi domando, retoricamente: 1) è tollerabile che il presidente del consiglio nomini personalmente il direttore di una rete RAI? 2) cosa hanno da dire in proposito i superiori del nominato e il consiglio di amministrazione dell’azienda? 3) qualcuno ha preso in considerazione l’ipotesi che il citato presidente possa essere un tantino in conflitto di interessi, in quanto proprietario dell’azienda direttamente concorrente? 4) e quando mai un manager ha difeso il suo operato citando a conferma la stima che godrebbe presso il capo dell’azienda concorrente?

E’ completamente assurdo ritenere che il citato Liofredi sia stato messo li dai concorrenti in quanto, secondo i medesimi, non sarebbe stato in condizione di nuocere ai loro affari?

Mi piacerebbe sapere se Massimo Liofredi, all’atto della propria presentazione, abbia escluso di essere un pirla, come Mourinho.

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