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Telecom, Mediaset e l’IPTV

12 Marzo 2010

Ormai non passa giorno che non si sentano campane e campanari a proposito dello scorporo della rete Telecom, che quando ne parlò Rovati (Prodi al governo del Paese, Tronchetti Provera a quello di Telecom) furono fulmini e saette, scagliati da sedicenti liberisti, esponenti soprattutto ma non solo del centro-destra, della Confindustria e altri soggetti assortiti. Era l’autunno del 2006.

Ebbene, ora se ne torna a parlare, citando Rovati o semplicemente scopiazzandone l’idea, col sostegno di tanti che allora erano ferocemente contrari. Niente di male: le idee si possono cambiare e non di rado è opportuno farlo.

Da parte mia noto da che parte vengono il supporto all’idea, elaborazioni della stessa e sconfinamenti in affermazioni del tipo: Telecom “si ostina” a non accettare lo scorporo. E allora, anche se a pensar male si fa peccato, cresce in me il sospetto che molti svolgano la solita loro attività di corifei, o di claque; che quelli che pensano davvero siano in realtà pochi (gli altri replicano) e che l’interesse primario non sia, anche stavolta, quello dei cittadini ma quello di Mediaset e dei suoi maggiori azionisti, presidente del Consiglio in testa.

D’altra parte va considerato:

  • che la TV in rete è una modalità emergente di fruizione (IPTV);
  • che Mediaset ci punta, ma le serve la rete;
  • che sviluppare la rete per la IPTV (NGN) costerebbe molto meno se si potesse aggiornare quella attuale di Telecom, estremamente capillare;
  • che come broadcaster integrato Mediaset non credo prenderebbe in considerazione l’investimento massiccio in IPTV basato su infrastrutture di terzi, non controllate, suscettibili di finire un giorno in mano a competitori, economici o politici;
  • che gli interessi di Mediaset sono finora sempre stati tutelati dai governi Berlusconi. Questo è un dato di fatto, non un sospetto maligno. E rimangono in molti, al ministero, all’authority, all’antitrust, nel parlamento, impegnati nella loro tutela. Anche questo non è solo un sospetto: quando vedrò certi signori perfettamente identificati assumere posizioni in contrasto con quelle di Mediaset sarò lieto di cambiare opinione. Finora non è successo.

Allora che fare? Semplice, direi. Monitorare. Se ci saranno iniziative che, pur favorevoli a Mediaset, saranno favorevoli anche per il paese, andranno approvate e sostenute. Se invece saranno utili a Mediaset ma non anche, in egual misura, ai suoi competitori e ai cittadini, andranno osteggiate, nei limiti del possibile, magari denunciando all’opinione pubblica i rappresentanti delle istituzioni che operano principalmente nell’interesse di chi li ha nominati (eletti è una parola grossa: al momento inadatta). 

In questo post non è stata citata RAI, che pure dovrebbe essere una grossa parte in causa e dire la sua. Non è citata a causa del condizionale: dovrebbe. La posizione RAI resta in sospeso, in attesa di conscerne le strategie.


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