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Fisco: italiani primatisti europei dell’evasione

23 Gennaio 2010

FISCO: ITALIA PRIMA PER EVASIONE FISCALE IN EUROPA.
L’indagine è stata realizzata in base ai dati delle Polizie tributarie degli stati europei

CAPRI – Cresce l’evasione fiscale in Italia che si conferma primatista europeo con il 51,1% del reddito imponibile non dichiarato. Nel 2009 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 11,4% rispetto al 2008 ed ha raggiunto l’ammontare di 366 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 143 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge da un’indagine , diffusa oggi a Capri, effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l’Associazione Contribuenti Italiani, condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei. Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è seguita da Romania (42,4% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,5%), Estonia (37,1%), Slovacchia (34,5%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,1% del totale nazionale), seguito dal Sud (27,9%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (20,8%).

Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate da KRLS Network of Business Ethics: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.

Il documento riportato qui sopra è di CONTRIBUENTI.IT – ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI
L’ufficio stampa Infopress 3922496142

Da quando ero piccolo sento i politici sottolineare tra le priorità del loro programma la lotta all’evasione. Mai uno che abbia riconosciuto la sconfitta. In compenso quasi tutti, o tutti, hanno vantato successi che i fatti hanno dimostrato essere effimeri o episodici. O addirittura non veri. Lo stesso dicasi per la lotta alle mafie.

Le parole vanno bene nei comizi, in TV, ma nel medio termine non reggono. I fatti dimostrano che abbiamo avuto, nel complesso, storicamente, politici non all’altezza. Allora probabilmente abbiamo un problema che va risolto prima ancora di quello dell’evasione fiscale e della delinquenza diffusa: la selezione della classe politica. Ce ne serve una al di sopra di ogni sospetto, integerrima e competente, in grado di iniziare un vasto programma di diffusione, anche tramite l’esempio, di nuovi modelli di comportamento. I modelli di comportamento non sono meno importanti delle riforme.

Non so quali possano essere i criteri di selezione più adatti allo scopo; so però quali sono i meno adatti: quelli attuali. Il sistema elettorale attuale.  Quasi qualunque cambiamento va bene, basta tentare. Fare peggio è difficile.

Post inserito in: economia

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